Si è scaricata la batteria della macchina.

Mi è parso così naturale. Tu mi parlavi ormai da dieci minuti di problemi seri, di rompimenti di palle che la vita purtroppo ci propone quotidianamente e che a me adesso mi sembra di poter combattere. Tu parlavi da dieci minuti, io avevo la testa appoggiata allo schienale della tua macchina e ti guardavo, poi ho iniziato a ridere. Tu ti sei fatto serio serio e mi hai chiesto che cosa ci trovassi mai da ridere. E a me è sembrato naturale risponderti “Rido perché non ti sto più ascoltando da almeno 5 minuti”

“Ah, ottimo. E cosa stai facendo?” “Aspetto che mi prendi in braccio”

Tu tiri indietro il tuo sedile e mi fai posto, a me è parso così naturale aggrapparmi al tuo collo e salire sulle tue gambe, così magre che avevo paura di spezzarle. “Adesso ci sei”

“Tu profumi di buono” “L’ho rubato a mia mamma, io profumi non ne ho” “No, intendo tu. Sei tu che profumi di buono”. Poi mi scosti appena la sciarpa e mi dai un bacio sul collo. E a me è parso naturale chiudere gli occhi, incastrare la testa tra la tua spalla e il tuo collo e starmene lì in silenzio.

“Cosa stai facendo?” Mi chiedi, ma non perplesso. Me lo chiedi con curiosità mentre ti accarezzo e disegno i contorni della tua faccia. “Ti sto imparando a memoria”. Sorridi, anzi ridi e mi baci.

“Dovresti morire per imparare la lezione. Tanto poi rinasci gatto.” “Anche tu rinascerai gatto. Ma saremo dei gatti…” “…fighi”, ti suggerisco. Tu ridi “No, intendevo due gatti di casa” “Ma no, saremo randagi, ci arrangeremo” “Promettimi che non mangerai lucertole. Quelle fanno dimagrire” “te lo prometto. ”

“Scrivilo qua, sul finestrino. Cose da fare prima di morire: chiedere una sigaretta a Radio Montecarlo” E io scrivo. Scrivo anche una cosa mia: piantare un arancio. “Io vorrei piantare un ciliegio giapponese” e lo aggiungo sul vetro. “Io vorrei costruire un muretto” Mi guardi: “iintendi con mattoni e cascina? ” “si, un muretto” “Anche io vorrei costruirne uno” E io ti bacio.

“Vero, si è scaricata la batteria della macchina. Torniamo a piedi” Tornerai domani a prenderla. Oppure oggi. Che sono già le 5 e mezza del mattino. Ti saluto e tu mi dici “Ci vediamo stasera?” “Certo.”

Splendido.

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