Monthly Archives: January 2015

Se non la posso ballare allora no, non è la Rivolta.

Non t’amerei senza perdere i denti.

Quante volte avrei voluto scrivere. Poi succedeva sempre qualcosa di estremamente doloroso o di estremamente, non dico bello, divertente. E quindi son passati i giorni da quel giorno in cui mi ero proposta di scrivere e ho perso il tempo, il tempo giusto. Sono fuori tempo e scoordinatissima. Forse ubriaca, chissà. Maldestra, sicuramente.
Mentre il sole faceva il giro diverse volte è finito l’anno e ne è iniziato un altro, per quello che vale. Tirare le somme. Mai stata brava, ho perso fiducia nella matematica da quando accanto ai numeri ci hanno messo le lettere.
Nell’anno che mi son lasciata dietro mi hanno detto “Ti amo” e mi hanno detto “Ti odio”. Mi hanno detto “Non sei tagliata per questo posto” e mi hanno detto “Tu puoi fare tutto quello che vuoi”. Mi hanno detto “Stronza” e mi hanno detto “Cara”. Mi hanno detto “Adesso che sei grande, sono più tranquillo di allora, che eri solo una bambina” e mi hanno detto “Se dovrò lottare, lotterò ancora. Come ho fatto già.” e mi hanno detto “Stai tranquilla”.
Ho finito e iniziato talmente tante cose che ho perso il conto. Ho più finito che iniziato. Sono molto brava a finire, ehi!
Mi sono mancate diverse cose, e forse, queste, sono mancate dall’inizio alla fine.
Ho fatto l’amore. Poche volte rispetto agli altri anni. Che volete, c’è crisi. E io sono diventata una sociopatica del cazzo. Probabilmente le mie aspettative, purtroppo o per fortuna, si sono alzate di livello. L’ipocondria non è andata via, è sempre qua con me Ipy. Mi sembra di aver fatto dei passi avanti e questo per me rappresenta una vittoria. Quando avverto le persone, sembrano sempre non crederci. Sembra sempre che esagero quando parlo delle mie paure e delle mie insicurezze.
Mi hanno detto “Non ti facevo così”. Così come? così fragile? così umana? così scassacazzoallastragrande?
Ho ascoltato buona musica e visto bei film. Necessità. Stupore. Nutrirsi di stupore. la necessità di nutrirsi di stupore.
E di sentimenti. Perchè se c’è una cosa che nonostante tutto, non è cambiata in questo anno, è la mia capacità di cercare del sentimento di qualsivoglia genere in ogni cosa.
Anche negli automobilisti che quando ti incrociano per strada, ti avvertono sfanalando che c’è un posto di blocco poco più avanti. Anche nella cassiera del supermercato che ti da pezzi interi e non miliardi di monetine. Anche nel barista, che ti avvicina lo zucchero, appena ti appoggia la tazzina sul banco. Anche nel Buongiorno dell’altoparlante delle Ferrovie dello Stato.
Capacità di cercare sentimenti. Che prima di tutto esplico in me. Capacità di cercarmi dei sentimenti. Di trovarmeli con speranza. Dentro, non lontano e neanche in qualcun altro.
E poi l’anno che è finito ha segnato il primo compleanno di questo posto intimo qua. Il mio blog. Che volenti o nolenti dovrete ciucciarvi anche per il prossimo anno.
Tanti auguri a me e alla voglia di scrivere che è tornata da un anno. Grazie a certe persone, di una delicata importanza. Che in punta di piedi, e prendendomi per mano, hanno fatto in modo che questo anno passasse, qui. C’è una ragazza che è tanta Roba e che ha le braccia lunghe tanto da farle sentire, una londinese acquisita con cui berrei volentieri una, ma che dico, anche 5 birre di seguito, un ragazzo che ha deciso di spostarsi in Olanda perchè è uno che ha le palle ed un fottutissimo genio a parer mio, un ragazzo che adesso è felice e che in questo modo rende felice anche me, un ragazzo che del gatto ha tutto compreso la pazienza e che possiede quella che noi amanti del cinema chiamiamo Luccicanza, un ragazzo che sa farmi ridere quando ne ho bisogno senza doversi neanche sforzare, che è forte come un albero di Frassino e che tengo stretto e vicino, precisamente in mezzo al petto leggermente spostato a sinistra. E poi ci sono tutti gli altri, che davvero staremo qui ad annoiarci fino all’anno prossimo.
E non il 2015, intendo il 2016.

E siccome, gli anni passano ma io rimango sempre una signorina per bene, chiudo con una perla del Ceccherini che mi pare alquanto adeguata:
Vi amo! Vi amo! Vi.. vi tromberei tutti!”

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